La “giornata del prematuro”, occasione di confronto

Organizzata al Policlinico Universitario dalle associazioni di volontariato “Il Bucaneve” e “Vivere Onlus”

illy La Fauci – Gazzetta del Sud

Il piccolo Francesco è arrivato correndo e ha iniziato a giocare divertito con i palloncini colorati. E’ un bimbo allegro e addirittura <<troppo vivace>>, come ha raccontato la madre, un bimbo che a soli quattro anni sa già leggere e contare.<<So contare fino a 118!>>, ha precisato orgoglioso, sventolando un palloncino celeste con la mano destra e uno viola con quella sinistra.<<Uno, due, tre..>>, ne da dimostrazione alla stampa. E’ un bambino nato prematuramente, a sole ventotto settimane ( meno di due kg il peso alla nascita ), che adesso sta benissimo.

E ha preso parte, assieme a tanti altri minori, alla “Giornata del prematuro” organizzata al Policlinico grazie alle associazioni di volontariato “Il Bucaneve” e “Vivere Onlus”. In tutto il mondo la ricorrenza viene celebrata il 17 novembre. Ma a Messina le iniziative sono iniziate con qualche giorno di anticipo. Nei locali nel padiglione NI i volontari hanno distribuito materiale informativo sulla carta dei diritti del prematuro e gadget per i piccoli ospiti. Inoltre hanno consegnato un un assegno di sostegno ai genitori del piccolo Giulio Silvio Spinache, il bimbo rumeno morto il 15 ottobre scorso i cui organi, per volere della famiglia, sono stati donati. L’incontro di mercoledì, così come quello che domenica si terrà a piazza Duomo nella sua data ufficiale, non è stato dedicato solo ai bambini nati prima del termine e ancora ricoverati, ma anche a tutti gli ex prematuri di età compresa tra i due e i sette anni che hanno superato o affrontato  validamente le patologie legate alla prematurità. Testimonianze importanti per non perdere mai la speranza. Ed è appunto questo il caso del piccolo Francesco, di Emanuele (6 anni), di Samuele (4), e di tanti altri che oggi hanno una vita perfettamente normale. Ma anche della piccola Sara, una bimba nata nove anni fa con poche speranze di sopravvivenza che è stata salvata dall’équipe del Policlinico. <<Le cure di terapia intensiva per i bambini prematuri sono molto importanti – ha spiegato il direttore dell’ambulatorio di patologia neonatale Alessandro Arco -. Un bambino su dieci nasce prima del termine, cioè prima della trentasettesima settimana. Non tutti manifestano gravi problemi, e ciò dipende ovviamente anche dal grado di prematurità. Ma spesso questi bambini hanno bisogno di aiuto. Frequenti sono ad esempio i casi di problemi respiratori. Una nota ministeriale ci consente di rianimare anche sotto le ventiquattro settimane, cioè un periodo che rientra nell’ambito dell’aborto. Ma ci sono casi di sopravvivenza. E quindi è giusto intervenire. Dopo le cure adeguate, in particolare, è fondamentale ricorrere alla “dimissione protetta”. Cioè quando si mandano a casa questi bambini bisogna continuare a seguirli costantemente finché necessario. Possono arrivare ad avere una vita perfettamente normale>>. Svestiti i panni del medico, Arco ha messo quelli del volontario, in particolare del vicepresidente dell’associazione “Il Bucaneve” e ha aggiunto che <<è necessario anche dare un supporto alle famiglie che vivono come un dramma un evento che dovrebbe essere bellissimo. Per questo si è sentita l’esigenza di creare delle organizzazioni di sostegno per i genitori>>. I bambini prematuri, alla  nascita, spesso non piangono e non manifestano le loro emozioni con le espressioni. Aiutarli è molto difficile>>. <<Abbiamo già organizzato un master di relazione all’aiuto – ha concluso il presidente dell’associazione “Il Bucaneve”, Carla Fortino – al quale hanno partecipato volontari, medici ed infermieri. Questo è un reparto in cui si soffre. Le difficoltà sono tante. Ed è fondamentale la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti>>.

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